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Torta Salata alla Zucca e Cipolle Caramellate


Quest'anno ho pianificato il mio menu del Ringraziamento per una settimana o due (selezionare le ricette per una cena è uno dei miei passatempi preferiti, e ho sempre cercato di iniziare presto) per poi rendermi conto il giorno dopo che avevo deciso che due dei miei ospiti erano vegetariani. Va da sé che non avrebbe mangiato il tacchino, e nemmeno il ripieno, visto che la mia ricetta prevede la salsiccia. I piselli con cipolla e pancetta neanche. Così sono rimasti pochi piatti del menù per i miei ospiti vegetariani, e questo è un problema perché Ringraziamento è sinonimo di abbondanza così ho subito cambiato il menù. Ero alla ricerca di una ricetta che fosse sufficientemente sostanziosa per chi non mangia carne, e ho preso in considerazione l'idea di fare un risotto di zucca o una pasta con la zucca prima di imbattermi nella ricetta della Torta Salata alla Zucca e Cipolle Caramellate, che ha risolto tutti i miei problemi.
 
Il mio menù per quest'anno è quindi il seguente:

Pane di mais 
Tacchino con salsa di mirtilli rossi
Purè di patate al forno (ricetta di prossima pubblicazione) 
Insalata di Rucola, pere, noci e gorgonzola con vinaigrette al balsamico 
Ripieno di salsiccia, mele ed albicocche
Torta Salata alla Zucca e Cipolle Caramellate

Pecan Pie (ricetta di prossima pubblicazione)

Crostata di zucca

Ma torniamo alla ricetta della Torta Salata alla Zucca e Cipolle Caramellate. In sostanza si tratta di una torta salata abbastanza sostanziosa per i vostri ospiti vegetariani del Thanksgiving, ed è assolutamente deliziosa (sì, ho provato questa ricetta per voi e l'ho quasi mangiata tutta da sola). Anzi, potrei scrivere un intero libro su quanto è buona questa torta salata è, la crosta è super facile da lavorare, e la consistenza è perfetta, è friabile e burrosa, pur riuscendo a essere robusta abbastanza per trattenere il ripieno. Ah, sì, il ripieno tutti sanno che le cipolle sono buonissime quando caramellato e zucca  quando è arrostita, e quando si mettono insieme queste due verdure in una crosta perfetta, accompagnata da una buona dose di formaggio e una spolverata di salvia , si è creato una combinazione assolutamente divina di ingredienti. questa ricetta appartiene al menù per il Ringraziamento, per vegetariani e non, e ho la sensazione che la farò molte altre volte in seguito.

Si noti che con questa ricetta si può preparare o una torta grande o due più piccole e sarebbe ottimo servita come antipasto. Enjoy everyone!


TORTA SALATA ALLA ZUCCA E CIPOLLE CARAMELLATE

Ingredienti per la crosta:
320g di farina 00
1/2 cucchiaino di sale
225g di burro a cubetti
245g di yogurt greco
1 cucchiaio di succo di limone 
235 ml di acqua fredda


Ingredienti per il ripieno:
1 zucca violina (quelle allungate per intenderci) da 1,1 kg
3 cucchiai di olio d'oliva
1 cucchiaio di burro
2 cipolle grandi, tagliata a metà e tagliata a fette sottili (mezzelune)
1,5 cucchiaini di sale
1 spolverata di zucchero
220g di fontina, gruviera, o formaggio Emmental grattugiato (io ho usato l'Emmental)
2 cucchiaini di foglie di salvia fresca tritata

1 uovo, battuto per spennellare la pasta


Procedimento:
Per la crosta: In una ciotola, unire la farina e il sale. Fate un buco al centro della farina. Aggiungete il burro a tocchetti e, utilizzando uno sbattitore o con le dita, lavorate il composto finché diventerà granuloso. Fate un altro buco al centro. In una piccola ciotola, sbattete insieme lo yogurt, il succo di limone e l'acqua e aggiungere il composto all'impasto. Con la punta delle dita, mescolate il liquido fino a formare grandi grumi. Compattare il composto in una palla e lasciate riposare su un piano di lavoro infarinato; non lavorare troppo l'impasto. Coprire con la pellicola e mettere in frigo per almeno 2 ore.

Preparate la zucca: Preriscaldate il forno a 190°C. Pelate la zucca, cavate i semi. Tagliatela a dadini di circa 1cm a lato. condite i pezzetti con olio d'oliva e un mezzo cucchiaino di sale e posizionateli su un foglio di carta forno e cuocete per 30 minuti o fino a quando saranno teneri i pezzi, mescolando a metà cottura. Mettere da parte a raffreddare leggermente.

Caramellate le cipolle: Mentre zucca è a tostare, sciogliete il burro in una padella e cuocete la cipolla a fuoco basso con mezzo cucchiaino di sale e lo zucchero, mescolando di tanto in tanto, fino a che saranno morbide e leggermente dorato, circa 20 minuti.

Alzate la temperatura del forno a 200°C. Unite la zucca, le cipolle caramellate,  il formaggio e la salvia insieme in una ciotola.


Assemblate la torta: Su un piano di lavoro infarinato, stendere la pasta. Trasferitela in una teglia da forno. Stendete la zucca, le cipolle, il formaggio  sopra la pasta, lasciando un bordo di 3 cm. Piegate il bordo sopra il composto. Spennellate con l'uovo sbattuto e cuocete in forno fino a doratura, 30-40 minuti. Togliete dal forno, e lasciate riposare per 5 minuti, poi fatela scorrere su un piatto di portata. Tagliare a spicchi e servite, caldo, o a temperatura ambiente. Ricetta per 8 porzioni.
Ricetta leggermente adattata da www.smittenkitchen.com



Panini da Hamburgers



Proprio ieri ho sostenuto la prova finale per avere la qualifica di Operatore di Panificio, volevo proporvi un pezzo della tesina che ho scritto facendo una ricerca su internet, e la ricetta dei Panini da Hamburgers che ho usato durante la prova. Vi propongo la ricetta già dimezzata nelle quantità in modo che otteniate circa 20 panini. E' una preparazione un po' lunga, ma vi assicuro che il risultato è ottimo. Se volete accelerare i tempi, quando la pasta deve lievitare, mettetela in forno spento preriscaldato al minimo.

Ora vi lascio alla ricetta e alla sua presentazione. Enjoy!

"Ho scelto una ricetta che viene dall’America per includere in questa tesina anche le usanze d’oltreoceano, vista la mia passione per la lingua inglese ed i paesi in cui si parla questa lingua. 

La mia amicizia con Francesca Bruzzese (americana di Providence nel Rhode Island), con cui curo un blog di cucina che è un po’ il nostro diario in comune, ha rafforzato ancora di più il mio legame con la patria degli hamburger, ed è per questo che ho scelto i Panini da Hamburger Homemade come ricetta.

L'hamburger, è stato inventato alla fine dell’Ottocento a New York da emigranti tedeschi o russi. Nel tempo, dagli Stati Uniti d'America si è diffuso in tutto il mondo tramite le multinazionali statunitensi ed europee di ristorazione veloce (ovvero fast food), divenendo anche simbolo dello stile di vita frenetico e consumistico della società moderna, cosiddetta globalizzazione. L'hamburger è stato copiato da diverse società alimentari sparse per il mondo ampliando la conoscenza di questo cibo. La popolarità e la diffusione dell'hamburger ha raggiunto livelli comparabili a quelli della pizza.
In particolare il pane che lo compone ha come peculiarità una sofficità e un tocco di dolcezza tipici, che si sposano bene con la sapidità della carne a delle salse molto saporite con cui vengono spesso farciti.
In principio ad accompagnare la “polpetta di carne” più famosa del mondo erano due fette di pane di segale tostate (patty melt) diffuso ancora oggi nelle antiche caffetterie americane, la nascita del panino morbido dolce (bun) è incerta. Pare che fu Oscar Bilby di Tulsa in Oklaoma nel 1891 a servire il primo hamburger su un panino dolce preparato dalla moglie, e da allora questo pane è diventato ingrediente essenziale del vero hamburger. Un’altra versione della storia legata ai burger bun vuole che l’origine di questi deliziosi panini sia nel 1916 quando a Whichita, nel Kansas, Walter Anderson sostituì le fette di pane di segale con il panino che conosciamo anche oggi. Ora il burger buns è diffusissimo e si trova praticamente sugli scaffali di tutti i supermercati, ma prepararlo in casa è tutta una grande soddisfazione sia personale che di gusto!"

HOMEMADE BURGER BUNS: PANINI PER HAMBURGER FATTI IN CASA

Ingredienti:
per lo Start:

125g di farina di frumento 00
25g di lievito di birra fresco
62g di latte

per l’Impasto:

500g di farina di frumento 00
75g di latte
75g di burro
62g di tuorli d’ uovo
37g di zucchero
37g di olio EVO
12g di sale
acqua q.b. per ottenere un impasto molto morbido

per la Copertura:

latte
semi di sesamo

Preparazione:

Preparate lo start, impastando i tre ingredienti fino ad ottenere un panetto morbido.
Metterlo in un recipiente molto capiente, coprite con della pellicola e lasciate raddoppiare di volume in un luogo tiepido.
Dopodiché, preparate l'impasto mettendo nella planetaria lo start, lo zucchero, il burro, il latte tiepido e i tuorli precedentemente miscelati con un frullatore e mescolate nell’impastatrice; per ultima mettete la farina miscelata al sale e continuate la miscelazione. Aggiungete poi l'olio lavorando accuratamente sino ad ottenere una pasta morbida e malleabile. La pasta deve essere molto morbida, se non lo è aggiungete acqua tiepida per riuscire a renderla soffice. Fate riposare l’impasto per circa 15 minuti; riprendere ad impastare a mano per pochi minuti e poi fare una palla e lasciar lievitare per un’altra ventina di minuti in un posto caldo. Trascorso questo tempo, fare le pezzature di 50g, arrotondarle con il palmo della mano e poi porte su teglie da forno, lievemente unte, facendo attenzione che le pallotte di pasta siano abbastanza distanziate, perché dopo un altro riposo di almeno mezz’ora saranno raddoppiate di volume, spennellate i panini con il latte e cospargere con i semi di sesamo, saranno così pronti per essere infornati. Forno preriscaldato a 170°C per 25/30 minuti. In forno professionale a 260°C ci vorranno circa 10/15 minuti.








Ravioli di Branzino con Concasse di Pomodoro


Vi ho già parlato del corso di formazione che sto frequentando e che volge ormai al termine. Tra gli argomenti trattati, uno dei miei preferiti, è stata la pasta ripiena. 

Questo tipo di pasta da la possibilità sbizzarrirsi ancora di più in cucina, di trovare abbinamenti tra ripieno e condimento che si sposino alla perfezione.

Inoltre esistono tantissimi modi per chiudere una pasta ripiena: a raviolo, a cappelletto/cappellaccio, a caramella, a tortellino/tortellone, ecc. La scelta va in base alla regione in cui ci si trova e alla fantasia dello chef.

Mi sono posta anche un obiettivo, riuscire a tirare la sfoglia e chiudere qualsiasi tipo di pasta ripiena da sola. Infatti, per avere la certezza che una pasta ripiena non si apra in cottura, la sfoglia va tirata in pochissimo tempo, circa 5 minuti, senza avere correnti d'aria nella stanza in cui si lavora, se no la pasta si asciuga troppo e diventa ideale per tagliatelle, pappardelle, ecc. Nel caso succeda si può provare ad usare come "collante" il tuorlo d'uovo sbattuto, ma il risultato non sarà uguale.

Per la ricetta di oggi sono quasi riuscita a raggiungere il mio obiettivo, ma ancora non sono soddisfatta. Devo migliorare nel tirare la sfoglia più uniforme possibile e quindi le esercitazioni continueranno costanti. Vi proporrò sicuramente altri tipi di pasta nei prossimi giorni!

La ricetta è presa da una lezione del mio corso e leggermente modificata. Vi è un altro scalino da sormontare: la pulitura del pesce. Ho voluto sperimentare anche questo e sono arrivata alla conclusione che i branzini degli ossi duri. Almeno per me che non ne avevo mai maneggiato uno. A breve non mi spaventeranno nemmeno loro!

RAVIOLI DI BRANZINO CON CONCASSÉ DI POMODORO


Ingredienti:
3 uova
300g di farina 00
1 branzino medio
1 carota
1 zucchina
1 costa di sedano
1/2 cipolla bianca
8 pomodori San Marzano
Prezzemolo q.b.
Sale 
Pepe
Olio

Procedimento:
Mettete a bollire un tegamino d'acqua. Tagliate la carota, la zucchina ed il sedano a dadini piccoli. Fateli bollire nell'acqua 1 minuto e poi passateli nell'acqua fredda per bloccare la cottura. (L'acqua bollente servirà anche dopo)

Pulite il branzino oppure, se l'avete già fatto pulire dal pescivendolo, tritatene la polpa.
Unite il pesce alle verdure e condite con sale, pepe e prezzemolo.

Fate un incisione ad X nella parte inferiore dei pomodori. Immergeteli tre per volta nell'acqua bollente per 30 secondi. Un questo modo sarà facilissimo sbucciarli. Tagliateli a metà è togliete i semi.

Tritate la cipolla e fatela rosolare in padella con un filo d'olio. Unite i pomodori. Aggiustate di sale e pepe. Cuocete per 10 minuti.

A questo punto occupatevi della sfoglia. Fate la fontana di farina, sbattetevi le uova in mezzo, impastate e lasciate riposare l'impasto nella pellicola da cucina 15 minuti.

Al termine di questo tempo tirate la sfoglia.
Fate dei mucchietti di composto di verdure e pesce ad 1 cm di distanza l'uno dall'altro in fila. Continuate per metà della sfoglia. Sovrapponete la metà vuota alla metà farcita. Coppate, senza spingere troppo, ogni raviolo con una tazzina. In modo che venga un cerchio intorno al ripieno. Tagliate i ravioli con la rotella. Cuocete 5/6 ravioli per volta in acqua bollente salata.

Mettete su ogni piatto un cucchiaio abbondante di sugo e posizionate sopra i ravioli. Condite con un filo d'olio a crudo. Bon appetit!












Bucatini all'Amatriciana





















Uno dei vantaggi del mio trasferimento da Bologna a Roma è stato scoprire una cucina totalmente
diversa. Infatti in Italia la tradizione culinaria tende ad essere molto differente da regione a regione: per esempio troverete le Lasagne al nord, ma non è detto che vi saranno proposte anche nei menù del sud. Ogni zona ha plasmato i suoi piatti in base ai prodotti di stagione, al clima e alla sua storia.
La cucina romana tende ad essere rustica, sostanziosa, ma fatta di ingredienti semplici. L'uso di frattaglie o tagli insoliti di carne, è causa dell'ex mattatoio di Roma, una volta il più grande di tutta l'Europa, mentre il pecorino o il formaggio di pecora è preferito al parmigiano grazie agli allevamenti ovini del Lazio.

Molti piatti romani come gli spaghetti alla carbonara e i saltimbocca sono già ben noti negli Stati Uniti, ma ci sono anche piatti meno familiari, come la coda alla vaccinara, cacio e pepe, e l'oggetto del post di oggi: i Bucatini all'amatriciana.

L'Amatriciana è stato il primo piatto che ho mangiato durante la mia prima cena a Roma, ed è stato amore al primo morso. Dimenticate il Colosseo e la Fontana di Trevi, il vero tesoro di Roma è la pasta. Durante i miei primi mesi a Roma, spesso non c'era bisogno di guardare il menù, già sapevo quello che volevo ordinare. Ho catalogato le Amatriciane che ho provato in diversi ristoranti per capire qual'è la migliore ricetta a Roma (risposta: "Da Bucatino" a Testaccio). Ho sviluppato la mia ricetta a casa così mi sono preparata questo piatto ogni volta che volevo e spendendo meno. Mia sorella mi prende sempre in giro e mi ripete che è solo una questione di tempo, ma prima o poi mi sveglierò è scoprirò di essermi trasformata in un bucatino.

Ho esplorato tutta la cucina della Città Eterna, ma rimane ancora il mio preferito di tutti i piatti romani. Per fortuna è estremamente facile da fare a casa, richiede solo un paio di ingredienti che possono essere uniti e cucinati in pochissimo tempo. Non lasciate che la semplicità della ricetta vi inganni, ha un sapore esplosivo! (come si può sbagliare con formaggio e guanciale?)
E non c'è niente come un bel piatto di bucatini quando il tempo è brutto e vuoi qualcosa che ti scaldi il cuore. Assicuratevi di avere del buon pane a portata di mano per fare la scarpetta.

Si noti che si può usare la pancetta invece del guanciale, in quanto è più facilmente da reperire negli Stati Uniti, è possibile inoltre utilizzare un altro formato di pasta oltre i rigatoni o i bucatini, assicuratevi solo che sia un formato capace di abbracciare bene la salsa e il guanciale.

BUCATINI ALL'AMATRICIANA

Ingredienti:

450g di bucatini
1 cipolla piccola tritata
110g di guanciale a cubetti piccoli
800g di passata di pomodoro
Olio
Pecorino Romano grattugiato

Procedimento:

Scaldate l'olio di oliva in una padella a fuoco medio basso. Soffriggete la cipolla ed il guanciale nell'olio d'oliva finché il guanciale sarà croccante e la cipolla sarà ben cotta. Quindi, aggiungete il pomodoro nella padella e mescolate. Portare la salsa a bollore e lasciate cuocere per alcuni minuti. Poi abbassate la fiamma e portatela più lentamente ad ebollizione. Mentre il sugo cuoce, mettete l'acqua a bollire per i bucatini. Salate l'acqua quando bolle, e quindi cuocete i bucatini al dente (seguite le istruzioni sulla confezione per la pasta). Aggiustate la salsa di sale e pepe (probabilmente non avrà bisogno di molto sale, visto che il guanciale ed il formaggio sono salati). Dopo aver scolato la pasta, saltatela nel sugo. Aggiungete il Pecorino romano a piacimento. Servite con del pane croccante per la scarpetta.








Mozzarelle in Carrozza + la Storia di Nonno Jim



Mio nonno è una delle persone più fantastiche che conosco. Ecco perché:

Quando aveva solo 14 anni è emigrato negli Stati Uniti dalla Calabria. Nell'aprile del 1936 a bordo di un battello (chiamato "Il Conte di Savoia") in partenza da Napoli, è partito per New York City. Il piano prevedeva che suo padre, che viveva negli Stati Uniti già da un paio d'anni, lo avrebbe aspettato ad Ellis Island per portarlo a Providence, Rhode Island, dove aveva un piccolo negozio che vendeva prodotti italiani come la pasta. 
Mio nonno aveva lavorato per suo zio, che era un sarto, nel suo paese, Grotteria. I due però non andavano molto d'accordo, a quanto pare mio nonno faceva la maggior parte del lavoro e non otteneva grosse ricompense, così ha colto al volo l'occasione di andare negli Stati Uniti per lavorare con il padre. Ci volle un anno  per ottenere i documenti per l'espatrio, e poi partì. 
Sulla barca, mio nonno pianse per la prima volta da quando aveva deciso di lasciare l'Italia. Lo ricorda sussurrando "Bella patria mia! Chissa' quando ti vedro'!" Si commuove ancora, 80 anni dopo, quando lo racconta. 

La mia bisnonna era convinta che mio nonno sarebbe stato negli Stati Uniti per un paio di mesi e poi sarebbe tornato in Italia.

Il viaggio in barca per l'America durò 9 giorni. Quando arrivò a Ellis Island, aveva fame e comprò una banana da un venditore di frutta. Non ne aveva mai vista o mangiata una prima, ma la trovava buona, ed era diversa da qualsiasi cosa avesse mai mangiato in Italia. Suo padre però, era in ritardo e così dormì ad Ellis Island, quella notte. 

Guest post n°11: Hummus



Il fatto che io stia pubblicando un post su un blog di cucina probabilmente farà sorridere le persone che più mi conoscono, semplicemente perché io non so cucinare. Mentre mia sorella è lo chef di casa, io sono l'assaggiatore ufficiale, questi ruoli sono stati assegnati molto presto e devo dire che ci calzano a pennello. 

I gemelli omozigoti sembrano condividere vite parallele, almeno inizialmente, stessa scuola, stessi amici, stessi punti di forza e di debolezza e anche io e mia sorella siamo così. Quando Francesca, però, ha iniziato ad interessarsi di cucina, è stata una svolta, ed io ho assistito con gioia al raggiungimento dei suoi traguardi culinari, in più ho assaggiato molto volentieri i suoi hamburger gourmet ripieni di formaggio di capra, la sua zuppa di pomodoro, i suoi gnocchi di zucca fatti in casa e le torte a strati, ricette impegnative per una liceale.

Salmone Glassato con Senape e Rosmarino



Anche se mi piace cucinare e mi piace provare nuove ricette, ho notato che prediligo preparare pasta, risotti e dessert. Non riuscirei mai a farne a meno, ma ammetto che questa tendenza mi ha fatto diventare una cuoca un po' "sbilanciata", il mio repertorio di secondi è esiguo e tutti i secondi che conosco sono a base di carne (come questi Saltimbocca alla Romana). Anche se penso di essere un buona cuoca, i frutti di mare tendono ad essere il mio tallone d'Achille culinario. Posso contare sulle dita di una mano le volte che li ho preparati a casa, ed erano comunque piatti semplici come gamberi saltati serviti poi sulla pasta. 

Torta Salata Svuotafrigo


Spesso quando non si sa cosa preparare, ma si deve per forza utilizzare un ingrediente che sta per scadere, ci si inventa le ricette meglio riuscite.
Come nel caso della ricetta di oggi. In effetti la pasta sfoglia, l'ingrediente che stava per scadere per l'appunto, è molto versatile e si presta a moltissime preparazioni.

La ricetta di oggi è molto semplice, è una Torta Salata Svuota-frigo perché ho semplicemente messo insieme pochi e semplici ingredienti che avevo in frigo.
Patate e carote lesse magari avanzate dalla preparazione del brodo e salsiccia e mozzarella avanzate dalla preparazione della pizza della sera prima.

Saltimbocca alla Romana

 
Nei  primi tre mesi in cui ho vissuto a Roma il mio sostentamento era basato solamente su pizza e pasta. Erano fondamentalmente le pietanze che sognavo di assaggiare già da prima del mio arrivo nella Città Eterna, le perle della cucina italiana: la saporitissima Amatriciana, una pizza margherita più grnade del piatto in cui viene servita e la cremosa Cacio e Pepe. Tutte combinazioni di carboidrati, pomodoro e/o formaggio che regolarmente finivano sulla mia tavola per cena. E non sono l'unica qui in Italia. Provate a chiedere in giro qual'è il loro piatto preferito della cucina italiana, sarà quasi sicuramente una declinazione di pizza o pasta. 

Quello che molti stranieri non capiscono, è che esistono un'infinità di secondi, di carne o di pesce, molto gustosi nella cucina italiana. Mai provata la Cotoletta alla Milanese, l'Abbacchio o il Branzino? La verità è che il cibo italiano va ben oltre la pizza, e la pasta e un buon secondo può essere altrettanto soddisfacente, oltre a darci nuove conoscenze della cucina di questo paese. 

Un giorno mi è venuto lo schiribizzo di ordinare i Saltimbocca durante un pranzo il un'osteria di Roma. Ero in vena di qualcosa di nuovo. Avevo scelto delle fettine di carne di vitello arrotolate con salvia e prosciutto, servite con un ristretto al vino bianco. Una combinazione di sapori che si addice perfettamente al loro nome e alla voglia di mangiarne altri. Ed erano anche meglio di qualsiasi pizza o piatto di pasta avessi mangiato fino a quel momento. In più, nonostante fossero un classico romano, non erano impegnativi come la Coda alla Vaccinara o la Trippa. 

Fortunatamente per me, e per voi, è anche un piatto molto facile da preparare. Veloce e con pochi, ma gustosi ingredienti.

SALTIMBOCCA ALLA ROMANA

Ingredienti:

8 fettine di vitello 
8 fette di prosciutto crudo
8 foglie di salvia
farina q.b.
2 cucchiai di olio e.v.o.
2 cucchiai di burro
80 ml di vino bianco secco
12 ml di brodo di pollo
sale
pepe
spicchi di limone

Procedimento:

Avvolgete un pezzo di prosciutto intorno ad ogni fettina di vitello e battete leggermente con un batticarne su un tagliere, questo farà in modo che il prosciutto non si stacchi dal vitello durante la cottura. Nel frattempo, scaldare l'olio in una padella grande a fuoco medio-alto. Mettere una foglia di salvia al centro di ogni fettina. Fate passare uno stuzzicadenti attraverso la carne per fissare il prosciutto e la salvia. Panate leggermente entrambi i lati della fettina nella farina, e scrollatele per eliminarne l'eccesso. Posizionate la carne con il prosciutto rivolto verso il basso in padella e cuocete, girando una sola volta, fino alla doratura di entrambi i lati. Trasferire il vitello su un piatto e coprite con un foglio di alluminio per tenere in caldo. Continuate a cuocere fino a quando tutti i pezzi di carne di vitello saranno cotti. Togliete gli stuzzicadenti dalla carne.  

Per preparare la salsa, eliminate l'olio in eccesso dalla padella. Mettetevi il vino bianco e sfumate (con un cucchiaio di legno raschiate il fondo della padella, questo darà alla vostra salsa molto sapore). Lasciate cuocere per un minuto o due. Ora aggiungete il brodo di pollo e il burro e mescolate la salsa per amalgamare il tutto. Aggiustare di sale e pepe. Lasciate che la bolla salsa un po 'fino a quando non si riduce della metà. Versate la salsa sopra le fettine e servite con degli spicchi di limone sul lato se volete. Come contorno vi consiglio delle patate arrosto o della cicoria saltata. 
Ricetta per 4-8 porzioni.







Funghi Ripieni


A Natale, nella mia famiglia, ci sono diverse tradizioni che non cambiano mai. Chi ha già letto i miei post precedenti sa che mia mamma ha iniziato a cucinare da una quindicina d'anni, forse meno, perchè prima viveva con noi mia nonna che ha sempre cucinato per noi. Mia mamma è quindi una cuoca poco esperta secondo la gerarchia delle donne di famiglia, infatti il suo compito a Natale è preparare i contorni. 

Con il passare degli anni, però, anche lei ha introdotto nel menù contorni irrinunciabili, soprattutto per le mie cugine vegetariane o sempre a dieta. Uno di questi sono i funghi ripieni, la ricetta che vi propongo oggi. Per chi rinuncia ai tortellini, al secondo primo (che varia tutti gli anni), agli arrosti, al lesso ed al cotechino, bisogna preparare contorni sostanziosi e ricchi di gusto...se no per loro che Natale è?!

Risotto con Zucca Gialla e Pancetta


Di sicuro nella cucina italiana la pasta regna incontrastata. E' il piatto italiano per eccellenza (forse al pari della pizza) e cambia di regione in regione, Bucatini all'Amatriciana a Roma, Tagliatelle al ragù a Bologna, Orecchiette con le Cime di Rapa in Puglia, ecc.
Io sono un fan della pasta, ma tende un po' ad lasciare nell'ombra altri piatti forse meno conosciuti, soprattutto dai lettori non-italiani. Il Risotto è un esempio perfetto di piatto che magari avete scartato per poi ordinare la pasta o la pizza, ma vi consiglio di aggiungerlo al vostro repertorio.

Molte cucine del mondo hanno declinato il riso a loro gusto, gli spagnoli preparano la Paella, i cinesi il Riso Fritto, i messicani l'Arroz con leche, il Risotto invece è la versione italiana. Il riso Arborio o Carnaroli cuoce lentamente con vino bianco e brodo e finisce con l'essere mantecato con una buona dose di parmigiano.

Zuppa di Tacchino, Spinaci e Fagioli

Per quelli che festeggiano il Ringraziamento ci sono alcuni “riti” da rispettare: vedere Macy’s Thanksgiving Day Parade al mattino, Mangiare il tradizionale tacchino e la Torta di Zucca con amici e parenti, guardare un po’ di football americano e avere il frigo bello pieno di pietanze. In questa giornata rimangano un sacco di avanzi e sono a volte più deil cibo che si è consumato a tavola. Gli avanzi, in fin dei conti, fanno comodo a tutti. Chi non ama cucinare ha cibo per pranzo, cena ed anche colazione, una bella fetta di torta avanzata è un’ottima colazione, e per chi ama cucinare, gli avanzi offrono opportunità per creare piatti nuovi di riciclo. Amo questa parte del Ringraziamento quasi quanto il programmare il menù principale.

Eccovi un po’ dei miei trucchi su come usare gli avanzi di questa giornata:
-Le patate dolci e non fatte a purée possono essere usate per preparare i pancakes fritti in poco burro o olio per essere più saporite, e sono un ottimo contorno;
-Le patate al forno avanzate sono ottime come ingrediente di una frittata;
-La salsa di mirtilli rossi è un ottimo ingrediente per muffins o torte variegate oppure sopra a pancakes e waffles;
-La zucca cotta al forno è ottima come condimento di pasta e risotti;
-Con patate e tacchino si può preparare la “Shepherd’s Pie”*;
-Il tacchino è ottimo anche in tortine salate, nel chili, in un pasticcio, nei burritos, nella quesadillas o enchilladas o nel classico tramezzino al tacchino;

Ripieno di Mele, Salsiccia, ed Albicocche

Anche se al Natale manca più di un mese, gli italiani sono già in clima natalizio; si accendono le prime luminarie, i negozi vendono le decorazioni per l'albero e i panettoni sono già in bella vista negli scaffali dei supermercati. In effetti non è poi così insolito, gli italiani dopotutto non festeggiano il Giorno del Ringraziamento, la festa principale del mese di novembre in America, il precursore del Natale. Visto che il nostro è un blog sia italiano che americano, non potevo non scrivere un post su questa festività, che è ricca di tradizioni culinarie. Spero che i nostri lettori americani possano trovare qualche spunto per le ricette che prepareranno la prossima settimana e in più vorrei dare qualche informazione ai lettori del resto del mondo su questa tradizione. 

Il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving) è una festa tradizionale, durante la quale le famiglie si riuniscono per essere grati di quel che si ha e per condividere un pasto. Il tacchino è sempre il piatto forte ed è sempre accompagnato da contorni come puré di patate, salsa di mirtillo rosso, verdure ed il suo ripieno. In più si serve la zucca, le noci pecan e l'apple pie, il dolce più tradizionale. Il bello è che ogni famiglia ha le sue tradizioni e non c'è un menù uguale all'altro. Un mio collega, che viene dal sud, prepara "Macaroni and cheese" e le "Candied Yams" (patate dolci cotte al forno con zucchero e marshmallows); un mio amico vegetariano non prepara il tacchino e si sbizzarrisce con i contorni, mentre mio nonno ha sempre preparato le Lasagne alla Bolognese, un classico nel Giorno del Ringraziamento a casa mia. 

Alici Marinate


Forse quello che vi propongo oggi non è quel che si dice un piatto autunnale, ma a parer mio, una bella mangiata di pesce ci sta tutto l’anno. Quindi nell’appena passata “Estate di San Martino”, cioè il periodo intorno al 11 Novembre durante il quale si registrano temperature miti nonostante sia pieno Autunno, ho proposto questo gustoso antipasto (o secondo piatto) ai miei famigliari, che non hanno di certo rifiutato. L’alice marinata è un classico della cucina mediterranea, sia perchè come pesce non è per niente costoso, sia perchè ci si può davvero sbizzarrire nel condirle con quel che si preferisce. 

Ormai ho un’adorazione per lo zenzero, che fino a poco tempo fa odiavo. Lo metterei ovunque e lo uso anche come depurativo nei periodi in cui mi sento un po’ affaticata dalle mega mangiate di famiglia o semplicemente quando voglio coccolarmi; preparo un bel bollitore d’acqua e aggiungo prima di metterlo sul fuoco dei cubetti di zenzero fresco. Lo bevo durante tutta la giornata ed è uin ottimo “sgonfia-pancia”. 

Pasta e Fagioli



Vi ricordate quando vi ho parlato di quanto fa caldo a Roma è in estate? Temperature sempre in aumento che fanno del pesto e delle icebox cake le migliori cose da mangiare? Beh, quei giorni sono finiti. Ora siamo ufficialmente in autunno qui a Roma; nel giro di appena una settimana le temperature sono passate da estive ad invernali, il che significa che i miei stivali Ugg sono già ai miei piedi, la stufa è accesa nel mio ufficio, e io preparo piatti corroboranti per combattere il freddo. La mia lista di ricette per la stagione invernale include piatti sostanziosi come il ragù alla bolognese, il risotto (post imminente!), e naturalmente, la pasta e fagioli,  la protagonista del post di oggi.
La pasta e fagioli è una zuppa italiana che, proprio come la polenta, era considerato un piatto "contadino", in quanto è composto da ingredienti poco costosi che riempiono e sono nutrienti.

Spaghetti alla Carbonara di Mare


La classica carbonara è famosissima in tutto il mondo per essere un must della cucina italiana. Ma quest'estate ho scoperto la sua versione "di mare" al ristorante "Il Molo" di Porto-Novo al Conero. Il Conero è una zona bellissima delle Marche che vanta un mare bellissimo per essere ancora così al Nord. Per quanto riguarda la tradizione culinaria hanno anche loro dei piatti tipici e prodotti locali notevoli, come i moscioli di Porto-Novo, cioè le cozze di quella zona.
La carbonara di mare è stata una piacevole sorpresa, tanto che ho voluto provare a riproporli a casa. Non sono venuti proprio identici, ma comunque gustosissimi.

Fettuccine con Brie, Pomodorini e Basilico



Ho notato che, quando si parla di stagioni, ci sono tendenzialmente due tipi di persone. Ci sono le “persone estive”, quelli che tutto l’anno attendono con ansia l’arrivo di giugno, luglio ed agosto, fanno il countdown dei giorni che li separano da pantaloncini corti, dalle giornate in spiaggia e dal gelato quotidiano. E poi ci sono le “persone autunnali”, le persone che parlano con entusiasmo del cambiar di colore delle foglie (sono solamente foglie morte!), della comodità di portare maglioni e stivali (per sicurezza io ho sempre un vestito estivo sotto mano) e del Pumpkin Spice Latte al Dunkin Donuts (preferisco di gran lunga un ice-cappuccino, ma è solo il mio parere).
Come dovreste aver capito, io non sono una “persona autunnale”.
Ho sempre associato l’estate alle vacanze dalla scuola, alle gite a Newport, alle giornate in piscina, al caldo e alla meravigliosa stagione che è l’estate per cucinare e mangiare. L’estate è la stagione in cui le pannocchie, il cocomero, le ciliegie e i pomodori sono al top e si può organizzare grigliate all’aperto. E’ senza dubbio la mia stagione preferita.

Guest post n°8: Panini imbottiti di Frittata


Con mia grande gioia quest’estate ho fatto parte dello staff di “Scamporella” un evento a mio parere bellissimo ideato da Andrea Cappelletti dell’Enoteca Vivì di Cesena. La descrizione che lui stesso ne ha dato è quella di un “pic nic insolito tra gli ulivi”, niente di più esaustivo. Ma in quel aggettivo “insolito” ci sta dentro un mondo, che comprende gli allestimenti fotonici di Ofelia CasaBottega e di Eventinvetrina, il menù sempre ricercato e gustoso curato dai cuochi dell’Enoteca Vivì, i vini sorprendenti della tenuta Altavita di Cesena, la sfida di ospitare per una sera uno chef stellato come Alberto Faccani del Ristorante Magnolia di Cesenatico e soprattutto l’entusiasmo, i sorrisi e la voglia di fare di tutti quelli che hanno collaborato a queste serate magiche.

Bagels


Come potrete immaginare, sono abbastanza contenta di vivere a Roma gastronomicamente parlando - mi piace tantissimo il cappuccino del mattino preparato a regola d'arte, gioisco per la squisita pizza con mozzarella di bufala della pizzeria vicino a casa mia ed impazzisco per i cannoli siciliani della mia pasticceria preferita. Nonostante l'abbondanza di gustoso cibo che c'è a Roma però, spesso ci sono momenti in cui mi trovo ad aver voglia di piatti puramente americani che non si trovano qui: un hamburger con patatine dolci fritte, gelato su un cono di zucchero e zuccherini e , sopratutto, i miei preferiti, i bagel, aka la prima cosa che cerco e mangio quando sono torno in Rhode Island.
Una breve spiegazione di cosa sono i bagels per i nostri lettori non americani: un bagel è una sorta di pane, a forma di cerchio, fatto con pasta lievitata che viene prima bollita in acqua e poi cotto al forno. I bagels sono estremamente versatili. Ci sono di tantissimi tipi (semplici, con cannella e uva passa, ai semi di papavero, per citarne solo alcuni) e sono ottimi serviti con burro di arachidi, marmellata, burro, o il mio preferito, con la crema di formaggio. Sono anche comunemente consumati con salmone affumicato e crema di formaggio, o utilizzati per farsi panino a colazione - li avete mai provati con uova, pancetta e formaggio? Gnam. 
Esistono alcuni posti di Roma che hanno i bagel, ma la maggior parte mi hanno deluso. Nella più recente esperienza che ho avuto mi hanno servito un bagel con una spolverata di zucchero a velo e frutta, come se fosse un dessert; un interessante reinterpretazione del bagel, forse, ma non è esattamente quello che avevo in mente. Scoraggiata, ho deciso di preparare questi bagel fatti in casa, nel tentativo di soddisfare il mio desiderio e devo dire, sono felice del risultato; queste ciambelle fatte in casa sono deliziose, hanno una crosta perfetta, sono morbide all'interno, e sono  toastate perfettamente. Il paradiso!

Pomodori ripieni di Riso con Patate Arrosto


Una delle cose più belle di vivere all’estero è poter chiamare più di un posto “casa”; perché sono nata negli USA, e sarà sempre il mio luogo d’origine, ma Roma è la mia città adottiva già da tre anni, è un posto a cui mi sento molto legata e so di essere molto fortunata nel viverci. Spero di inserire quante più ricette americane possibili sul blog (come il cheesecake e i pancakes), ma ne voglio mettere anche di romane, per poter condividere con voi quello che si mangia giornalmente a Roma.  In più, vorrei diversificare la selezione di piatti italiani sul blog, condividendo ricette della mia parte d’Italia,cioè il sud, come Gloria sta facendo con l’Emilia Romagna al nord.

La ricetta di oggi è un classico romana che molto frequentemente si trova nelle tavole calde a Roma. Ho notato che molti italiani mangiano in mensa o “tavola calda” durante la pausa pranzo dal lavoro, ma è anche un luogo dove mangiare un buon pasto quando non si ha tempo per cucinare, ma si ha voglia di mangiare bene. Questi pomodori sono la mia scelta ogni volta che mangio in una tavola calda a Roma - i migliori che ho provato finora sono da “La Molisana”, una tavola Calda situata a cinque minuti da casa mia. Se non vivete a Roma e non siete abbastanza fortunati da avere una tavola calda romana vicino, non vi preoccupate - ho deciso di provare a creare la mia ricetta per questi pomodori in modo che possiate provarla anche voi a casa.