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Guest post #9: Cookies con gocce di cioccolato di T



Ho già parlato di dolci classici americani come i brownies e i blondies sul blog, ma è giunto il momento di condividere con voi la ricetta dei cookies al cioccolato, dopo tutto, Pancakes & Biscotti è online da quasi cinque mesi, troppo tempo senza aver postato la ricetta della quintessenza del biscotto all’americana (è spesso richiesto dai miei amici non-americani). Quindi vi faccio le mie scuse! Ecco la ricetta di quello che mi piace chiamare The Chocolate Chip Cookie per eccellenza.

Questi cookies sono una creazione di mia zia Laura, o come l’abbiamo sempre chiamata, "T." Vedete, quando ero più piccola "aunt" (zia) era troppo difficile da pronunciare, e così è stato ridotto a "T" e da allora non è cambiato. Non sorprende che i migliori biscotti al cioccolato che abbia mai mangiato vengono da T, che ha un bel po’ di esperienza quando si parla di dolci. Quando ero piccola, faceva la "pizza al cioccolato" ogni mio compleanno, o meglio un dessert a forma di pizza che aveva come “crosta” dei brownie e come “condimento” della glassa di cioccolato, in più era decorato con schizzi di cioccolato bianco, come se fosse la  "mozzarella", e M & Ms come finti peperoni. Ha anche sempre preparato fatto incredibili “Congo Bars”*, e in più di un'occasione, quando ero piccola ci ha proposto di saltare la cena per andare direttamente da “Ben e Jerry” per una coppa di gelato ricoperta di salsa “hot fudge” e panna montata. 

Bagels


Come potrete immaginare, sono abbastanza contenta di vivere a Roma gastronomicamente parlando - mi piace tantissimo il cappuccino del mattino preparato a regola d'arte, gioisco per la squisita pizza con mozzarella di bufala della pizzeria vicino a casa mia ed impazzisco per i cannoli siciliani della mia pasticceria preferita. Nonostante l'abbondanza di gustoso cibo che c'è a Roma però, spesso ci sono momenti in cui mi trovo ad aver voglia di piatti puramente americani che non si trovano qui: un hamburger con patatine dolci fritte, gelato su un cono di zucchero e zuccherini e , sopratutto, i miei preferiti, i bagel, aka la prima cosa che cerco e mangio quando sono torno in Rhode Island.
Una breve spiegazione di cosa sono i bagels per i nostri lettori non americani: un bagel è una sorta di pane, a forma di cerchio, fatto con pasta lievitata che viene prima bollita in acqua e poi cotto al forno. I bagels sono estremamente versatili. Ci sono di tantissimi tipi (semplici, con cannella e uva passa, ai semi di papavero, per citarne solo alcuni) e sono ottimi serviti con burro di arachidi, marmellata, burro, o il mio preferito, con la crema di formaggio. Sono anche comunemente consumati con salmone affumicato e crema di formaggio, o utilizzati per farsi panino a colazione - li avete mai provati con uova, pancetta e formaggio? Gnam. 
Esistono alcuni posti di Roma che hanno i bagel, ma la maggior parte mi hanno deluso. Nella più recente esperienza che ho avuto mi hanno servito un bagel con una spolverata di zucchero a velo e frutta, come se fosse un dessert; un interessante reinterpretazione del bagel, forse, ma non è esattamente quello che avevo in mente. Scoraggiata, ho deciso di preparare questi bagel fatti in casa, nel tentativo di soddisfare il mio desiderio e devo dire, sono felice del risultato; queste ciambelle fatte in casa sono deliziose, hanno una crosta perfetta, sono morbide all'interno, e sono  toastate perfettamente. Il paradiso!

Guest post n°7: Kanelbullar


Nonostante vi abbia raccontato spesso molto del periodo in cui ho vissuto a Bologna (dove ho conosciuto Gloria) e della mia esperienza attuale qui a Roma, non ho vi ho mai spiegato esattamente come sono arrivata qui. Dopo tutto, prendere e trasferirsi in un altro continente, non è una decisione facile, né è facile trovare sempre i mezzi e le opportunità per farlo infatti la maggior parte di chi viene  a vivere e lavorare all'estero non finisce per rimanere più a lungo per diversi motivi. In realtà sono finita a Roma quasi per caso, avevo chiesto un impiego alla “Fulbright English Teaching” come assistente in Italia dopo la laurea, che mi avrebbe permesso di insegnare l'inglese in due licei pubblici da qualche parte in Italia. Tutti i candidati Fulbright sono assegnati ad una città del paese che hanno scelto, non possono scegliere, ed io ho avuto la fortuna di essere collocata a Roma. Come lettrice, per i corsi di lingua inglese, ho insegnato al Liceo “Augusto Righi” ed al Liceo “Farnesina”, ho aiutato gli studenti per conversazione e pronuncia, ho insegnato un po’ di grammatica e tenuto lezioni sulla cultura e storia americana. E’ stato il mio primo vero lavoro dopo il college, e mi ha dato l'opportunità di conoscere e amare Roma, e ho potuto conoscere i meravigliosi insegnanti e studenti con cui ho lavorato quell'anno, incluso il “guest poster” di oggi!

Guest post n°6: Gnocco Fritto e Mostino



Purtroppo questa estate, almeno nella mia zona, si sta rivelando un po’ “ballerina” e tra acquazzoni e giornate nuvolose, sono stati pochi i weekend caldi per andare al mare. Domenica è stata una giornata dove si alternavano scrosci d’acqua e rasserenementi. Da un certo punto di vista è stato meglio così, perchè avevo un appuntamento speciale per la cena: il gnocco fritto day. La mia amica Genny ha invitato me e tutti i nostri amici a casa sua per deliziarci con il suo gnocco fritto, per poter passare del tempo anche con Silvia, un’altra ragazza del nostro gruppo, che, facendo la commessa, lavora quasi sempre di domenica.


Il gnocco fritto o crescentina è una specialità emiliana. E’ tipico quindi a Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Piacenza e Bologna. Raramente viene proposto anche nei chioschi di piadina anche qui in Romagna, ma visto che nei post precedenti ho spesso presentato piatti romagnoli è giusto proporvi una ricetta dell’altra parte della mia regione.

Guest post n°4: Borscht



Mantengo la promessa che vi ho fatto nel nostro ultimo guest post dal Botswana e vi propongo un'altra ricetta da "il resto del mondo". Oggi il nostro post è dedicato a Sergey e alla sua ragazza Jenya da Mosca, Russia. Com Ot, Sergey ha fatto parte della classe 2013-2014 del programma PROLAW. Come "program assistant", mi sono state poste dagli studenti un sacco di domande: "Puoi aiutarmi a trovare casa?" "Cosa serve per ottenere il permesso di soggiorno?" e "Quando sarà pronto il mio permesso?" sono le domande più comuni. Una delle mie prime conversazioni con Sergey, invece, includeva la richiesta più strana che mi sia mai stata fatta: "Dove posso fare un'assicurazione sulla vita?" Non voleva praticare il suo sport preferito, il paracadutismo, senza averne una.
Impressionante, non credete? Se il suo essere un avvocato che fa paracadutismo non fosse abbastanza, sappiate che Sergey ha anche viaggiato praticamente tutto il mondo (ha vissuto anche in India, ha una moto che qui a Roma gli ha permesso di evitare il traffico e sa cucinare il ragù alla bolognese. E' diventato uno dei miei più cari amici qui a Roma, sempre presente alle nostre serate "Game of Thrones" ed è anche l'assaggiatore non ufficiale delle mie creazioni per il blog. Molto spesso gli avanzi sono tornati a casa con Sergey ed il suo motorino. Lui è una delle persone più divertenti ed intelligenti che io conosca, ed è stato un di grande aiuto per me e mia sorella qui a Roma.



Guest post n°3: Pollo ai peperoni e patate dolci di Ot!


Da circa due anni lavoro per la Loyola University di Chicago qui a Roma, in particolare per il programma “PROLAW”. Il PROLAW è un master in legge più precisamente in “Ruolo della legge nello sviluppo”, creato per preparare i suoi laureati ad esercitare la professione di avvocato nel loro paese d’origine. Ogni anno questa università prepara 20 studenti, provenienti da tutto il mondo, con cui io ho il piacere di lavorare da Settembre fino ad Aprile. Questi studenti, dall’Armenia, Kosovo, Etiopia, Egitto, Ucraina, Russia, Messico ecc. fanno si che il mio lavoro abbia anche un risvolto divertente ed interessante. Ho imparato alcune parole in nepalese, so quanto è importante la “carne asada” nel nord del Messico e ho imparato diverse cose sul “Islamic festival of Eid”. Non sto a dirvi quanto fare la loro conoscenza sia importante per me e so anche che la mia esperienza a Roma non sarebbe così speciale senza di loro.

Le nostre amicizie hanno toccato anche la sfera della cucina. E’ stato interessante scoprire i piatti tipici dei loro paesi d’origine, cosa pensano del cibo italiano ed qual è il piatto che più gli manca della cucina “di casa”. Nei prossimi Guest Post condividerò con voi le storie dei miei amici/studenti e le ricette della loro cucina. Il primo, quello di oggi, è dedicato a Otsetswe (o Ot, come la chiamiamo noi) dal Botswana.

C’è un’espressione, in italiano, che di cui devo ancora trovare una traduzione che calzi in inglese, “in gamba”. Wordreference.com la traduce come “to be very capable”, ma non da proprio il senso dell’espressione. Anche se non sono riuscita a trovare un’espressione linguistica posso presentarvi l’equivalente in carne ed ossa: Ot, che è stata una studentessa della classe 2013-2014 della “PROLAW”, è una delle persone più in gamba che io conosca. Ha 29 anni ed è già un avvocato, lavora nel “Legislative Drafting Division of the Attorney General's Chambers” in Botswana, si è candidata per la laurea magistrale  in “Ruolo della legge nello sviluppo” ed è sposata con figlio di 3 anni. E’ anche tra le persone più divertenti, alla mano, gentili ed intelligenti che io abbia mai conosciuto. Abbiamo legato sin dal primo giorno di lezione nel Settembre scorso, è diventata un capo saldo della classe dove ho insegnato (arrivava sempre in anticipo per prendere posto in prima fila), è stata la mia compagna di pranzo alla mensa dell’università e mi ha anche consigliato diverse ricette e trucchi in cucina. So per certo che anche i suoi compagni di classe la pensano esattamente come me sul suo conto, era molto rispettata ed ammirata in classe, tanto che è stata anche scelta come “speaker” per la cerimonia di fine anno. E’, insomma, semplicemente fantastica.

Guest Post n°1: Prima intervista alla Zia Alba (ne prevedo altre!)

Con questo post vogliamo dare inizio ad una, speriamo lunghissima, serie di guest posts cioè di articoli del blog scritti da amici, parenti e conoscenti.
Potranno essere scritti con diverse formule:
  • post firmati e completamente ideati dall’ospite che condividerà una sua ricetta o scriverà in “STORIE” la sezione del nostro blog che contiene esperienze legate al cibo, ma che non contengono ricette;
  • interviste fatte da noi bloggers che contengano ricette altrui;
  • varie ed eventuali che ci verranno proposte. (Mai escludere le novità!)


L’ospite di oggi è mia Zia, che avrà l’onore di rompere il ghiaccio e di venir intervistata sulla ricetta che nessuno della famiglia riesce a riproporre alla stessa maniera, nonostante innumerevoli tentativi: la pizza! Vi sfido a replicare questa bontà e magari ad invitarmi a cena...ma non per scroccare…solo per darvi il mio responso!